Zizou battendo Liverpool e Barça è passato improvvisamente da gestore a stratega. Tutti lo vorrebbero ancora sulla panchina del Real Madrid, ma lui ha il contratto in scadenza nel 2022 e non sa cosa farà l'anno prossimo

dal nostro corrispondente Filippo Maria Ricci @filippomricci

Zidane si gode gli elogi, senza strafare, prepara la complessa partita di Anfield di dopodomani, e pensa al futuro. Che a breve termine può regalare grandi gioie, una semifinale di Champions, e a medio termine trionfi inattesi qualche mese fa, una Liga, una Champions, un doblete.

DA GESTORE A STRATEGA

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Zizou battendo Liverpool e Barcellona in 5 giorni è passato improvvisamente da gestore a stratega, parole che hanno tante lettere in comune ma significati, per chi le appiccica sulla schiena di qualcuno, molto diversi. In Spagna, e di riflesso nel mondo, ora Zidane sa anche allenare. Come se l’aver vinto 3 Champions in due anni e mezzo (oltre a una Liga, doppiata lo scorso anno), fosse stata una mera questione di pace da spogliatoio, di buoni sentimenti e rispetto per il passato calcistico dell’allenatore. Come se Zidane non ci avesse messo del suo anche a livello tattico o di preparazione delle sfide. Qui in Spagna si è parlato più della sua ‘flor’, il fiore che indica la sorte e che il fortunato porta con sé in una parte poco nobile del corpo, che delle sue qualità. Però poi succede che in questa stagione con diversi bassi, Zidane negli scontri diretti superi di slancio tattico Conte e Gasperini, Koeman e Klopp e Simeone. E allora ecco che si compie il miracolo. A Zizou vengono riconosciuti meriti anche di fronte alla lavagna.

CRISTIANO RONALDO

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Potete immaginare come abbia reagito il nostro di fronte a questo processo. Sorridendo e facendo spallucce. Lui ha sempre difeso i suoi giocatori, la sua squadra, i suoi uomini. E basta. Un legame forte e fondamentale. Che potrebbe pesare sul futuro di Zidane. Nessuno ha mai saputo veramente perché Zizou abbandonò a sorpresa il Madrid tre anni fa, pochi giorni dopo la finale di Kiev. Una delle ragioni era legata a Cristiano Ronaldo: il portoghese aveva deciso di andar via e l’allenatore si era reso conto che alla Casa Blanca nessuno avrebbe fatto nulla per trattenerlo. E per sostituirlo.

E SERGIO RAMOS

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Oggi il Madrid affronta un caso simile: il capitano Sergio Ramos è in scadenza di contratto e dalla Casa Blanca gli hanno offerto un rinnovo molto molto al ribasso, meno della metà di quanto guadagna ora. La palla è nel campo di SR4, che ovviamente non è contento. Per Zidane, Ramos è fondamentale, e il suo eventuale addio potrebbe influire sulla decisione dell’allenatore.

LA FRANCIA E LA JUVE

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Che ha un contratto col Madrid fino al 2022 ma che per sua stessa ammissione, conferenza stampa dell’8 febbraio, non sa cosa farà quest’estate. Nel futuro di Zidane ci sono due destini: la Juventus e la nazionale francese. Non si sa in che ordine, né in che tempi. Entrambe le panchine sono occupate, da Pirlo e Deschamps. Zidane non ha fretta, si è sempre fatto guidare dall’istinto e non cambierà. Intanto osserva. La sua panchina è stata a rischio tre volte quest’anno, e tornerà ad esserlo alla prossima sconfitta. Però la cosa non cambia lo stato d’animo di Zidane: “Sono qui da vent’anni, so cosa vuol dire. Qui ogni partita è decisiva per il futuro” ha ripetuto recentemente. E quindi il futuro lo deciderà lui, come nel 2018, quando se ne andò. O come 10 mesi dopo, nel marzo 2019, quando decise di tornare. Zidane gestisce la sua vita, e la sua strategia.

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