L’ex difensore di Dortmund, Real Madrid e Schalke avrebbe ricevuto e diffuso immagini e video, a fine aprile il processo. Nel 2006 aveva fondato un’associazione per aiutare i minori in difficoltà

Una brutta, bruttissima storia. Che risale al 2019. A fine aprile Christoph Metzelder si dovrà presentare in tribunale per rispondere all’accusa di essersi procurato e di aver successivamente inviato materiale pedopornografico. L’ex difensore di Dortmund, Real Madrid e Schalke sarebbe entrato in possesso e avrebbe poi diffuso 29 fra immagini e video, fra le quali anche alcune nelle quali i minorenni venivano violentati. Stando alle ricostruzioni dei media tedeschi Metzelder avrebbe girato i file in questione a una donna di Amburgo (anche lei indagata).

Presunzione di innocenza

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Anche in Germania vale la presunzione di innocenza fino a verdetto definitivo. Metzelder, per il momento, ha sempre respinto ogni accusa. Eppure qualche mese fa il tribunale amministrativo di Dusseldorf aveva perfino parlato di un’ammissione di colpe, senza però precisare relativo a cosa. Rispetto all’anno scorso però Metzelder ha cambiato avvocato (ora è seguito da Ulrich Sommer) e, apparentemente, anche strategia di difesa.

Opinione pubblica

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In Germania Metzelder in realtà è sempre stato dipinto come un modello di comportamento proprio perché aveva più volte promosso pubblicamente i diritti dei minori (nel 2006 ha fondato un’associazione proprio per aiutare giovani in difficoltà). Proprio per questo, nel 2017, ha perfino ricevuto una Croce Federale al Merito. Ora però da eroe si ritrova a essere protagonista di una brutta, bruttissima, storia.

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