Essere un allenatore equilibrato non è mai semplice. Figurarsi quanto possa essere complicato riuscire a gestire un calciatore...che è anche figlio. Ma Sergio Conceicao ha i suoi metodi e per il giovane Chico la vita non è decisamente tranquilla!

Essere un allenatore equilibrato non è mai semplice. Chi dirige una squadra è pur sempre un essere umano e come tale è soggetto a preferenze o antipatie. Figurarsi quanto possa essere complicato riuscire a gestire un calciatore...che è anche figlio. Un qualcosa che è toccato a molti tecnici nel corso dei decenni e che ora è compito di Sergio Conceicao. L'ex centrocampista di Parma, Lazio e Inter, che attualmente guida il Porto, ha in rosa suo figlio Francisco, detto Chico, diciotto anni e un futuro che sembra roseo. Facile, verrebbe da dire, quando l'allenatore è papà. Ma suo fratello Rodrigo ha spiegato a Canal11 che Chico non ha certo vita semplice in biancoblu. Anzi...

PERDERE PESO - Uno dei problemi principali per Conceicao junior è stato mettersi in forma. Suo padre ha messo bene in chiaro che se non avesse perso peso e non avesse messo su una muscolatura perlomeno buona, non ci sarebbe stato spazio per lui. E quindi Chico...ha cominciato a correre, nel vero senso della parola. "Ha iniziato a fare 14 o 15 chilometri al giorno per trasformarsi nel calciatore che è oggi, perchè aveva dei chili da perdere. Ha fatto molti sacrifici e li sta facendo ancora oggi, perchè non è semplice mantenere una dieta molto stretta". Sacrifici che comunque stanno pagando, perchè Sergio Conceicao nel 2021 ha fatto esordire suo figlio in Primeira Liga e poi anche in Champions League. Ma guai a sentirsi arrivati.

FAME - Rodrigo ha infatti spiegato che gli insegnamenti di suo padre a suo fratello continuano e che a volte...l'addestramento sembra più militare che sportivo. E se ci si aspetta che a volte esca fuori il papà piuttosto che l'allenatore, si ha decisamente sbagliato indirizzo: "A volte Chico non mangia. E mio padre gli dice 'Hai fame? Bevi acqua'. Semplicemente questo". Insomma, zero favoritismi per il piccolo Conceicao, che almeno però sarà abituato a tutto nel corso della sua carriera. Del resto, se neanche suo padre gli ha reso la vita un minimo più semplice, non potrà aspettarsi che qualsiasi altro allenatore decida mai di farlo!

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