Spuntano altre registrazioni che gettano ulteriori ombre sul neurochirurgo che aveva in cura il Diez e con la psicologa Cosachov

Altre ombre su Leopoldo Luque e Agustina Cosachov. A complicare le cose per i due specialisti al centro delle indagini sulla morte di Diego Armando Maradona è una nuova registrazione (una delle oltre 1.400 tra sms e audio al vaglio degli inquirenti) da cui emerge un inquietante episodio risalente a metà novembre, pochi giorni prima del decesso del Diez. Nell'occasione, attraverso una conversazione tra Gianinna Maradona e Nancy Forlini, la responsabile del personale sanitario che assisteva il Diez durante il ricovero domiciliare di Benavidez, emerge la superficialità del neurochirurgo e della psicologa nel gestire un malore dell'ex Pibe de Oro.

Intervento negato

—  

"Dimmi cosa devo fare, perché gli infermieri hanno già chiamato l'ambulanza a causa di quegli attacchi di vomito. Ma subito, perché l'ambulanza sta partendo". Così Forlini incalza la figlia del Diez contattandola su WhatsApp dopo un malore accusato dall'argentino. Forlini aggiunge anche che "sarebbe il caso di fargli dare un'occhiata. Però dimmi tu cosa fare". Gianinna risponde pochi istanti dopo, riferendo le istruzioni e le rassicurazioni ricevute. "Tranquilla Nancy, ho consultato Luque e Cosachov e mi hanno detto che è tutto risolto, che mio padre già dorme e sta riposando senza problemi. Dicono di aspettare fino a domani, che adesso non c'è bisogno di medici". A Forlini non resta dunque che richiamare l'ambulanza, pur mettendo le cose chiaro. Giusto a scanso di equivoci, forse perché il timore di possibili, future grane già si stava facendo strada. "Ok, se ritenete più opportuno aspettare domani, annullo la richiesta d'intervento e richiamo l'ambulanza. La nostra indicazione era di farla intervenire per stare più tranquilli, ma fa niente. Se non volete, non possiamo imporci", taglia corto Forlini. La rilevanza dell'episodio in questione sarà valutata dalla commissione medica nominata dalla magistratura proprio per chiarire se ci si siano state negligenze nel gestire il complicato quadro clinico del Diez. Nel frattempo, sottolineano fonti giudiziarie, emerge l'evidente mancanza di coordinamento e di comunicazione tra il personale sanitario che assisteva Maradona (quasi) 24 ore su 24 e la coppia Luque-Cosachov, a cui spettava l'ultima parola su ogni decisione relativa alle cure e al trattamento da riservare al Diez.

Let's block ads! (Why?)