Oggi si elegge il neo presidente. I blaugrana, un tempo modello per tutti, ora sono travolti dai bilanci in rosso e dalle polemiche. C’è urgenza di ripartire

Dal nostro corrispondente Filippo Maria Ricci @filippomricci

Oggi il Barcellona eleggendo il suo 42° presidente intraprenderà una nuova strada. Futuro incerto, condizionato terribilmente da un recente passato nefasto a livello economico, sportivo e d’immagine, con gli ultimi due presidenti costretti alle dimissioni per malaffare. Scorciatoie numeriche per la descrizione di un crollo: dal teorico miliardo di fatturato previsto per il 2020 al miliardo e rotti di debiti (1173 milioni, di cui 730 a breve termine) registrato nel 2021; dal sextete del 2009 al triplete del 2015 all’annus horribilis da “zero tituli” del 2020; da un tetto salariale fissato dalla Liga per il Barça in 671,4 milioni nel novembre 2019 ai 347 milioni di euro stabiliti questa settimana; dagli 11 canterani in campo con Tito Vilanova nel novembre 2012 alla formazione senza ragazzi della Masia schierata da Valverde nell’aprile del 2018, neanche 6 anni dopo.

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