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Foggia, Agnelli: “La festa-promozione del ’91 durò molto meno”

Verso Foggia-Melfi: aria di festa allo Zaccheria

Verso Foggia-Melfi: aria di festa allo “Zaccheria”C’è aria di festa a Foggia per la matematica promozione da poco conquistata e il match interno contro il Melfi, valido per il trentasettesimo turno del girone C di Lega Pro, può essere l’occasione giusta per festeggiare in uno “Zaccheria” stracolmo di tifosi.

Il Foggia ha già vinto il campionato di Lega Pro e cercherà solo di chiudere in bellezza facendo esordire qualche giovane, dando spazio a chi ha giocato meno, e semai andando alla ricerca di ulteriori record. L’obiettivo, quindi, sarà quello di ottenere in tre punti per festeggiare davanti ai propri supporters: ma anche in caso di sconfitta o pareggio, sempre festa sarà.

Il Melfi è attualmente penultimo in classifica con 34 punti all’attivo: la zona calda della retrocessione diretta dista 4 punti (occupata dal Taranto), mentre quella della salvezza è lontana 6 lunghezze. I lucani sono in un buon periodo di forma: nelle ultime due partite sono arrivate altrettante vittorie contro Taranto e Messina. Non sarà facile uscire indenni dallo “Zaccheria” ma l’obiettivo dei gialloverdi è proprio quello: anche se lo spettro dei play out incombe minaccioso.

Fonte: tuttocalciopuglia.com

 

LEGA PRO: Cambia il regolamento Play-off a 20 giorni dall’inizio degli stessi

Incredibile colpo di scena in Lega Pro: con il comunicato ufficiale n. 185/L del 27 aprile 2017, il consiglio federale ha emanato una delibera secondo cui i playoff si svolgeranno con un regolamento che è leggermente differente da quello emanato a inizio stagione.
La modifica riguarda la seconda fase dei playoff, quella degli ottavi di finale, che determina la qualificazione per la “final eight” cioè i quarti di finale.

La Seconda Fase, infatti, si svolgerà con gare di andata e ritorno, da disputarsi quest’ultima in casa della meglio classificata al termine della stagione regolare, secondo gli accoppiamenti già previsti dallo stesso regolamento. La novità sta nel fatto che, a parità differenza reti nei 180 minuti e a parità di piazzamento in classifica al termine della stagione regolare, “acquisirà l’accesso alla Fase di Final Eight la squadra che avrà ottenuto il maggior numero di punti (in caso di parità si prenderà in considerazione il maggior numero di vittorie, il maggior numero di reti segnate e, in ultimo, la minor media età tra i calciatori impiegati)“.

Un´aggiunta al regolamento che, se vogliamo, lo completa ulteriormente chiarendo eventuali situazioni che potenzialmente potevano andare a verificarsi. Ma solleva anche qualche perplessità circa la tempistica, dato che la modifica arriva quasi a ridosso dell´inizio dei playoff.

Fonte: calciofoggia.it

Per leggere il comunicato ufficiale della Lega Pro, è sufficiente cliccare su questo link e visualizzarlo

Cristian Agnelli, il capitano della rinascita del Foggia

Cristian Agnelli, il capitano della rinascita del Foggia Calcio

Il foggiano doc che ha portato il suo Foggia calcio dalla Serie D alla Cadetteria.

Dalla Serie D alla B indossando la maglia della squadra della propria città. Questa è la favola di Cristian Agnelli, capitano e anima del Foggia. Leader nello spogliatoio e uomo di riferimento per la piazza, sin da quando, nell’estate del 2012, decise di scendere di categoria per accettare l’offerta dei rossoneri che si apprestavano a ripartire dall’inferno dei dilettanti. Una scommessa vinta a suon di risultati, con un ripescaggio e due promozioni negli ultimi cinque anni. L’ultimo atto il 23 aprile scorso, con il pareggio di Fondi e il ritorno del Foggia in Serie B, dopo 19 anni di assenza.

Ormai è passato qualche giorno dalla promozione. A mente fredda, ha messo a fuoco quello che è successo?

«Sì, tutto quello che c’è stato, le emozioni della gente al ritorno in città dopo la trasferta di Fondi ci ha fatto capire cosa vuol dire vincere a Foggia».

La città ha festeggiato liberando una gioia trattenuta per tanti anni. Quali emozioni ha vissuto?

«Mi hanno detto che la festa della promozione in Serie A del 1991 durò molto meno. La gente era esasperata da anni di delusioni e la vittoria del campionato è stata vista come una liberazione. Mi auguro di aver messo una pietra sopra il passato. Ma attenzione, ci vuole poco per scivolare e tornare indietro. Quindi noi calciatori e la città dobbiamo continuare a essere un corpo unico, coesi».

Qual è stato il segreto per vincere il campionato?

«La costanza e il carattere. Abbiamo sempre reagito nei momenti difficili. Tutte le squadre hanno momenti negativi in un campionato ma noi abbiamo saputo gestirli».

Nel 2012 ha fatto una scelta di vita importante lasciando la Lega Pro per ripartire dalla D. Una scelta dura?

«Non fu facile, ma quando mi contattò il ds Di Bari ed capii che Foggia aveva bisogno di me, non seppi dire di no. Ancor di più con una squadra che aveva al centro del progetto la foggianità, dai dirigenti al tecnico Pasquale Padalino, fino ad arrivare ai calciatori, con molti dei quali ho giocato nel settore giovanile. Poi sognavo di regalare qualcosa d’importante alla mia città».

Cosa ricorda dell’inizio di questa avventura?

«Tanti momenti. Tra questi le volte che i tifosi ci hanno atteso allo Zaccheria dopo una vittoria. Come nel derby di Coppa Italia vinto contro il Bari l’anno scorso. Poi l’emozione che ho provato quando lo Zaccheria mi ha dedicato un coro due settimane fa. Ho sentito la fiducia della gente ed è stato bello».

Dopo la promozione, molti dei suoi compagni hanno indicato lei come uno dei protagonisti di questa stagione.

«Io rispondo citando i miei compagni. Quello che hanno fatto è fuori dal normale. Mi hanno sopportato ogni giorno eppure mi hanno sempre dato disponibilità piena. Nello spogliatoio sono un martello, perché chiedo sempre il massimo impegno».

Adesso arriva la Serie B. Come la immagina?

«Sarà una delle più competitive degli ultimi anni. I nomi delle avversarie fanno paura, ma anche noi in B ci entriamo di prepotenza, non da ultimi arrivati. Ci porteremo dietro il nostro blasone e l’entusiasmo. Ma è ancora presto per parlarne».

Quanto è lontano questo Foggia dalla Serie B?

«Non so rispondere, ma quest’anno abbiamo ottenuti i risultati con i sacrifici e l’anno prossimo dobbiamo raddoppiarli».

Il suo futuro?

«Ho un altro anno di contratto e la mi piacerebbe restare. Momenti come questi ti segnano il cuore, ti danno voglia di ripartire».

L’anno prossimo sceglierà ancora la maglia numero 4?

«Se potrò cercherò di tenerla. La indosso da diversi anni e la sento mia».

Si tratta di una maglia simbolica. Con quella maglia giocava Gianni Pirazzini, storico capitano e bandiera del Foggia.

«Certo, diventare una bandiera sarebbe un sogno, ma Pirazzini ha fatto grandi cose in Serie A, non in D o in Lega Pro. A lui sono molto legato, perché ho iniziato a giocare nella sua scuola calcio. La sua figura mi da forza».

Fonte: Il Corriere del Mezzogiorno